Fondatore
Sono Francesco laureato in Chimica nel 1995. Nel corso degli anni lavorativi mi sono specializzato nella selezione, nello sviluppo e nella commercializzazione di materie prime e prodotti tecnici per diversi comparti industriali.
Esperienze
Ho maturato competenze specifiche nel settore delle cere industriali, destinate ad applicazioni quali adesivi hot melt, inchiostri, emulsioni, agenti distaccanti e lucidanti, oltre che nelle fibre sintetiche per il rinforzo del cemento e dei materiali cementizi. La mia esperienza comprende inoltre le fibre sintetiche per il settore automotive, impiegate nella produzione di componenti tecnici, materiali compositi, rivestimenti e soluzioni per l’isolamento.


La nostra storia
La mia storia professionale nasce da una tradizione imprenditoriale familiare che attraversa cinque generazioni e affonda le proprie radici nella seconda metà dell’Ottocento.


Le origini imprenditoriali della famiglia Possio affondano le radici nella seconda metà dell’Ottocento, in un contesto in cui i mulini ad acqua rappresentavano ancora una risorsa fondamentale per l’economia locale. Nel 1872 i fratelli Francesco, Carlo e Michele Possio acquistarono l’antico mulino ex feudale di Lanzo Torinese, destinato inizialmente alla macinazione dei cereali. Questo passaggio segnò l’inizio di una trasformazione importante: da attività molitoria tradizionale a impresa orientata alla lavorazione di materie prime industriali.
Una figura centrale di questa evoluzione fu Francesco Possio, nato a Lanzo nel 1841 da una famiglia di mugnai. Dotato di particolare attitudine per la meccanica, maturò esperienze tecniche in Italia e all’estero prima di rientrare a Lanzo, dove comprese le potenzialità industriali offerte dalla forza idraulica dei mulini. La sua intuizione fu quella di convertire progressivamente gli impianti, non limitandoli più alla sola macinazione del grano, ma destinandoli alla lavorazione di minerali come talco, pirite di ferro e amianto, quest’ultimo citato esclusivamente nel suo contesto storico, quando era ancora largamente impiegato prima che ne venisse riconosciuta la pericolosità.
Nel 1886 Francesco Possio ottenne l’autorizzazione ad attivare un opificio per la macinazione del talco, della pirite di ferro e dell’asbesto. Pochi anni prima, con l’acquisto del vicino mulino di Giacomo Airola nel 1882, aveva creato un complesso industriale di notevole importanza per il territorio. La famiglia Possio non si limitò alla lavorazione dei minerali, ma iniziò anche a ricercare e sfruttare giacimenti nelle Valli di Lanzo, individuando aree ricche di talco e altri minerali.
I primi giacimenti utilizzati dalla ditta Possio si trovavano nelle zone di Lanzo, Viù e in altre località delle Valli. L’attività mineraria e di macinazione proseguì poi con il talco estratto da diversi siti, consolidando il ruolo della famiglia nel settore dei minerali industriali. All’inizio del Novecento la ditta Francesco Possio e Figlio lavorava e commercializzava minerali destinati a importanti operatori del settore, tra cui Callisto Cornut, figura rilevante nello sviluppo industriale minerario piemontese.
Francesco Possio seppe inoltre diversificare le attività, sfruttando l’energia idraulica dei propri mulini anche per altri impieghi produttivi. Insieme ai figli Giovanni e Pietro installò una segheria e macchinari per lavare e sfilacciare stracci, attività che si rivelò particolarmente redditizia e permise alla famiglia di acquisire anche uno stabilimento tessile a San Francesco al Campo.
Alla sua morte, nel 1910, Francesco Possio venne ricordato dalla stampa locale come una figura di grande rilievo per il progresso industriale del Canavese e delle Valli di Lanzo, definito un pioniere e uno dei primi industriali del territorio. Dopo la successione, le lavorazioni tessili passarono al figlio Giovanni, mentre la macinazione dei minerali proseguì con Pietro Possio. Da quel momento l’attività mineraria e industriale continuò attraverso le generazioni successive, con la lavorazione del talco proveniente dalle miniere delle Valli di Lanzo e, in misura minore, dell’ossido di ferro destinato all’industria cartaria.
Un ruolo importante nella storia dell’attività fu assunto dalla miniera di talco Brunetta, situata sopra la frazione Vrù di Cantoira. Il 26 gennaio 1943, dopo la morte del precedente concessionario Juvenal, i suoi eredi comunicarono al Ministero delle Corporazioni la rinuncia alla concessione Brunetta a favore dei fratelli Possio di Lanzo Torinese. Il Corpo Reale delle Miniere concesse quindi alla ditta Possio il permesso di ricerca, successivamente ampliato nel 1951.
https://www.cailanzo.it/index.php/le-commissioni/rifugi/visita-la-miniera-brunetta
Negli anni successivi l’attività comprendeva l’estrazione del talco in diversi giacimenti delle Valli di Lanzo, tra i quali Brunetta, Funghera e Cucuc.
Il minerale estratto dalla miniera Brunetta veniva trasportato a valle attraverso una teleferica articolata in più tronchi. La ditta disponeva di un deposito per il talco a Cantoira e di un mulino a Pessinetto, collegato attraverso un raccordo ferroviario alla linea Torino–Ceres, che consentiva la successiva spedizione del materiale lavorato.
La famiglia Possio possedeva inoltre uno stabilimento a Lanzo Torinese nel quale erano installati nove mulini Delille superventilanti, con una capacità produttiva complessiva dichiarata di circa tre tonnellate l’ora. Lo stabilimento era dotato anche di impianti automatici per l’insacco dei prodotti.
Alla fine degli anni Quaranta iniziò un progressivo processo di rinnovamento e ampliamento degli impianti minerari. Vennero realizzate nuove gallerie, strutture per i minatori e sistemi meccanizzati per il trasporto del minerale. Negli anni Sessanta entrarono in funzione un locomotore elettrico e una ferrovia Decauville destinata al trasferimento del talco dalla galleria alla stazione di partenza della teleferica.
L’attività proseguì successivamente con la denominazione Società Francesco Possio S.a.s. per minerali di talco. Con decreto del Distretto Minerario di Torino del 28 agosto 1969, alla società venne formalmente concessa per quindici anni l’attività mineraria presso la miniera Brunetta.
Durante gli anni Settanta, l’aumento dei costi di produzione e la crescente concorrenza di prodotti commercializzati a prezzi più bassi resero progressivamente meno sostenibile l’attività estrattiva. La produzione diminuì e, negli anni successivi, la ditta Possio cessò l’attività presso la miniera Brunetta, ponendo fine all’estrazione industriale del talco nelle Valli di Lanzo.
Mio nonno, Francesco Possio, sviluppò e consolidò questa importante attività nel campo dei minerali industriali, ponendo le basi di un percorso imprenditoriale e tecnico che sarebbe stato successivamente proseguito da mio padre, Pietro Possio.
Nel corso della sua carriera, mio padre acquisì una profonda conoscenza del mercato delle materie prime destinate all’industria del cemento e delle costruzioni. Grazie alla sua esperienza e alla capacità di anticipare l’evoluzione dei mercati, trasformò la storica attività di estrazione e lavorazione mineraria della Possio Pietro S.a.s. in un’impresa commerciale specializzata nella distribuzione di fibre di PVA, alcool polivinilico, destinate principalmente ai materiali cementizi e compositi.
Da questa evoluzione nacque Thermofibers, una realtà che seppe affermarsi attraverso un approccio fondato non soltanto sulla commercializzazione dei prodotti, ma soprattutto sulla competenza tecnica, sulla conoscenza delle applicazioni e sul supporto diretto ai clienti.
La mia formazione scientifica, maturata con la laurea in Chimica, mi ha fornito le basi per approfondire gli aspetti tecnici legati ai materiali, ai processi produttivi e alle loro applicazioni industriali.
Entrai quindi in azienda con il compito di sviluppare gli aspetti tecnici e commerciali legati all’impiego delle fibre di PVA. Nel corso degli anni ho visitato numerose volte gli stabilimenti produttivi in Cina, costruendo rapporti diretti con importanti produttori e approfondendo ogni aspetto relativo ai processi di produzione, alla qualità e alle applicazioni della fibra.
Parallelamente, ho viaggiato in numerosi Paesi europei e in India per incontrare clienti, seguire progetti applicativi e condividere direttamente sul campo le competenze maturate.
Questa esperienza internazionale mi ha consentito di acquisire una conoscenza approfondita delle esigenze dei diversi mercati e delle molteplici applicazioni delle fibre di rinforzo nei materiali da costruzione. La consulenza tecnica è così diventata uno dei principali valori aggiunti offerti ai clienti, insieme alla capacità di individuare le soluzioni più appropriate per ogni specifica applicazione.
Nel novembre 2024, l’improvvisa scomparsa di mio padre Pietro ha segnato un passaggio profondo nella mia vita personale e professionale. Con il desiderio di proseguire il percorso costruito dalla mia famiglia e di preservarne il patrimonio di competenze, relazioni e credibilità, ho fondato il nuovo ramo industriale della Proreuse dedicato alle fibre tecniche e materiali di rinforzo del cemento.
Oggi, in qualità di amministratore di Proreuse, continuo a perseguire la stessa filosofia che ha guidato le generazioni che mi hanno preceduto: offrire ai clienti non soltanto prodotti di qualità, ma anche esperienza, competenza tecnica e un supporto concreto nella scelta e nell’utilizzo delle soluzioni più adatte alle loro esigenze.
A rendere ancora più significativo questo percorso è la presenza in azienda di mio figlio Alessandro, che ha scelto di affiancarmi nello sviluppo di Proreuse. Il suo ingresso rappresenta la naturale prosecuzione di una tradizione imprenditoriale familiare che dura da oltre un secolo e che continua a guardare al futuro con la stessa passione, serietà e capacità di innovazione che ne hanno caratterizzato la storia.
Cinque generazioni, oltre centocinquant’anni di esperienza e una visione condivisa: costruire relazioni durature e creare valore attraverso competenza, affidabilità e impegno quotidiano.
